I Nostri Obiettivi

- regolamentare il prelievo venatorio nel rispetto delle forme e dei tempi di caccia previsti dalla normativa vigente, in rapporto alla consistenza delle popolazioni di fauna selvatica accertata tramite censimenti;

- indicare il numero dei capi di fauna selvatica stanziale prelevabili durante la stagione venatoria;

- determinare il numero di cacciatori ammissibili nell’ambito territoriale, in modo che risulti un rapporto cacciatore-territorio utile alla caccia non inferiore alla media regionale;

- fissare le quote di partecipazione economica da parte dei cacciatori ai fini della gestione dei territori;

- attuare piani triennali di utilizzazione del territorio interessato per ciascuna stagione venatoria con i programmi delle immissioni, introduzioni, reintroduzioni e ripopolamento e degli abbattimenti di fauna selvatica;

- istituire Centri di allevamento organizzati in forma di azienda agricola della fauna selvatica stanziale, muniti di adeguate strutture per l'ambientamento in libertà;

- creare le condizioni perché venga garantita una consistenza di base della fauna selvatica durante tutto l'anno solare;

- attuare censimenti annuali e piani di prelievo, come elementi conoscitivi di programmazione del prelievo venatorio delle specie di interesse, tenuto conto, da una parte, degli incrementi utili annui teorici e dall'altra dell'effettiva produttività delle popolazioni locali;

- attuare un oculato utilizzo delle risorse finanziarie disponibili; 

- promuovere e organizzare le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica;

- programmare gli interventi con le organizzazioni agricole nazionalmente riconosciute, per il miglioramento degli habitat;

- provvedere all'attribuzione degli incentivi economici ai proprietari e ai conduttori dei fondi rustici per:

       . la ricostituzione di una presenza e di una produttività faunistica ottimale nel territorio;

       . le coltivazioni per l'alimentazione naturale dei mammiferi e degli uccelli soprattutto nei terreni dismessi da interventi agricoli ai sensi del regolamento CEE n. 1094/88 del consiglio del 25 aprile 1988, e successive modificazioni;

       . il ripristino di zone umide e di fossati;

       . la differenziazione delle colture;

       . la coltivazione di siepi, cespugli e alberi adatti alla riproduzione della fauna selvatica ed alla nidificazione;

       . la tutela dei nidi e dei nuovi nati di fauna selvatica nonchè dei riproduttori;

- provvedere all'accertamento e all'erogazione di contributi per il risarcimento dei danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica nonché di contributi per interventi, previamente concordati, ai fini della prevenzione delle azioni di danno.